Santa Maria alla Fonte

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Il Concetto Di “Consumatore” Secondo La Corte Europea Nella Sentenza Estée Lauder

UNIONE EUROPEA: GIURISPRUDENZA

Il concetto di “consumatore” secondo la Corte europea nella sentenza Estée Lauder – Lancaster Con la sentenza del 13 gennaio 2000 nel caso Estée Lauder/Lancaster (C-220/98) la Corte di Giustizia europea ha fornito un chiarimento sui criteri da adottare per stabilire se il pubblico può essere indotto in errore da una denominazione, marchio o dicitura pubblicitaria.

Nel caso in questione, nella denominazione di una crema rassodante era stata compresa la parola “lifting”, e l’uso di tale dicitura contestato in quanto capace di trarre in inganno il consumatore riguardo alla durata degli effetti del prodotto. La normativa comunitaria sull’etichettatura dei prodotti cosmetici (Direttiva 76/768 CEE, qui di seguito “la Direttiva”), impone agli stati membri di adottare disposizioni adeguate per impedire l’impiego di denominazioni che attribuiscano ai prodotti caratteristiche che questi non possiedono, traendo in inganno i consumatori. Dato che la giurisprudenza tedesca ha applicato in casi simili una nozione di “consumatore” diversa da quella della Corte europea, e dato che vietare la commercializzazione del prodotto in Germania mentre lo stesso prodotto continuava a rimanere in vendita in altri paesi dell’UE poneva il problema del rispetto del principio della libera circolazione delle merci, il giudice tedesco ha chiesto lumi alla Corte su entrambi questi punti.

La Corte si è richiamata alla propria giurisprudenza affermando che per stabilire se una denominazione, un marchio o una dicitura pubblicitaria siano o meno idonei a indurre l’acquirente in errore, occorre prendere in considerazione l’aspettativa presunta di un consumatore medio, normalmente informato e ragionevolmente attento e avveduto. Nel caso in questione, occorre prendere in considerazione fattori sociali, culturali e linguistici che possano giustificare il fatto che il termine “lifting” usato per una crema rassodante sia inteso dai consumatori tedeschi in modo differente rispetto ai consumatori degli altri Stati membri. Spetta al giudice nazionale pronunciarsi …

Lotta Al Biotetec A Bergamo

un’iniziativa dei Verdi

— «No al cibo Frankenstein». Con questo slogan i Verdi scenderanno in piazza, il prossimo week-end. Obiettivo: denunciare i rischi derivanti dalla manipolazione genetica nelle produzioni agro-alimentari.

«Anche in provincia di Bergamo – ha sottolineato Renato Sabbadini, coordinatore cittadino dei Verdi durante la conferenza stampa che si è tenuta ieri nella sede di Borgo Santa Caterina – si è ottenuta l’autorizzazione da parte del ministero dell’Agricoltura ad avviare sperimentazioni genetiche su sei prodotti. Noi riteniamo che il cibo transgenico, già abbondantemente presente sui nostri piatti, rappresenti una grave minaccia per la salute, per gli equilibri ambientali e la sopravvivenza dei paesi in via di sviluppo».

«Ciò che chiediamo – ha aggiunto il consigliere regionale Chicco Crippa – è una moratoria degli esperimenti per i prossimi cinque anni, oltre a maggiori controlli sulle sperimentazioni che sono già stati avviati: purtroppo i test non sono sempre svolti in serra, per cui le coltivazioni confinanti rischiano di essere “contaminate” dai pollini transgenici. Servirebbe un’etichettatura più dettagliata, in grado di certificare la genuinità del prodotto a partire dalle sementi».

Altro punto dolente è quello dell’agricoltura biologica: «Nella nostra provincia – ha affermato Fausto Amorino di Legambiente – 42 aziende lavorano seguendo criteri rigorosamente “biologici”. Manca però una distribuzione adeguata. Risultato: molti produttori sono costretti a esportare e nessuna delle scuole bergamasche ha ancora introdotto prodotti biologici nelle proprie mense, nonostante i comitati dei genitori si stiano battendo per ottenerli».

A questo proposito, nelle prossime settimane, Massimo Tazzioli – consigliere comunale dei Verdi – Alternativa giovane – presenterà un ordine del giorno in consiglio comunale, mentre Legambiente sta preparando una serie di iniziative per promuovere la produzione e il consumo dei prodotti biologici. Nel frattempo si muoveranno i Verdi: domani dalle 16 alle 19 verrà allestito uno stand in piazza Matteotti dove, …

Oleodinamica:nuovo corso del Centro Servizi PMI

in discoteca con un clic

martedì 19 novembre 2002, ore 09.30

Oleodinamica:nuovo corso del Centro Servizi PMI

Centro Servizi P.M.I., società di formazione delle Associazioni Piccole e Medie Industrie (Api) di Reggio Emilia, Parma, Modena e Forlì-Cesena, organizza, in collaborazione con Api di Reggio Emilia e con l’Istituto Tecnico Industriale Statale “L. Nobili”, un percorso formativo per addetti del comparto oleodinamico. Il percorso formativo, giunto quest’anno alla sedicesima edizione consecutiva, inizierà il 16 dicembre, nasce dalla conoscenza da parte di Centro Servizi P.M.I. e di Api, della necessità delle aziende del settore oleodinamico, di aggiornare la professionalità dei propri tecnici, coinvolti costantemente in processi di innovazione tecnologica. Aumentano notevolmente, rispetto al passato, le potenzialità delle applicazioni tecnologiche del settore e, di conseguenza, si moltiplicano le competenze e le conoscenze richieste ai tecnici impiegati per sfruttare al massimo tutti gli strumenti e i mezzi a propria disposizione, velocizzare i tempi di realizzazione e aumentare la qualità del lavoro, al fine di sostenere l’impresa in un mercato sempre più competitivo. Per rispondere al meglio alle esigenze nuove e soprattutto differenziate – ossia diverse per ogni lavoratore e per ogni azienda –, di aggiornamento e riqualificazione professionale, l’edizione 2002-2003 del corso di oleodinamica, offre un percorso di 120 ore complessive, articolato in 3 moduli distinti, frequentabili separatamente, anche in anni differenti: un modulo base di “Oleodinamica tradizionale” di 60 ore, un modulo intermedio di “Elettrotecnica applicata all’oleodinamica” di 40 ore e un modulo avanzato di “Oleodinamica proporzionale” di 20 ore. Le attività corsuali si svolgeranno due giorni a settimana dalle 18.00 alle 20.30. E’ prevista una quota di partecipazione a carico dei partecipanti. I destinatari del percorso possono provenire da diverse aree aziendali. La partecipazione ai diversi moduli consente infatti di perfezionare la preparazione di personale di recente inserimento nell’area della produzione oppure …

Venezia. Maltrattamenti sulle 4 figlie: in manette padre-padrone islamico

5. In viaggio con le batterie agli ioni di litio e il sistema musicale digitale SoundDock® Portable

Il 1° gennaio 2008 l’ente statunitense per la sicurezza dei trasporti (TSA, Transportation Security Administration) ha introdotto una nuova normativa di sicurezza per il trasporto delle batterie al litio a bordo di aeroplani. Ci sono pervenute numerose richieste di informazioni in merito all’impatto di tale normativa sui sistemi SoundDock® Portable. Le informazioni di seguito riportate illustrano la normativa e il suo impatto per i proprietari dei sistemi SoundDock® Portable.

Il sistema SoundDock® Portable può essere trasportato a bordo di un aeroplano sia nel bagaglio da imbarcare sia nel bagaglio a mano. In base alla nuova normativa, è consentito portare con sé a bordo di un aeroplano nel bagaglio a mano batterie con un contenuto massimo di ioni di litio equivalente a otto (8) grammi. Il sistema SoundDock® Portable utilizza una batteria gli ioni di litio che contiene materiale agli ioni di litio equivalente a 2,66 grammi, una quantità significativamente inferiore al limite imposto dalla TSA. Se la batteria è inserita e il sistema è spento, il SoundDock® Portable può essere trasportato anche nel bagaglio da imbarcare.

Istruzioni per il trasporto del sistema SoundDock® Portable nel bagaglio da imbarcare:

Installare la batteria nel sistema SoundDock®. Inserire con cura il sistema nel bagaglio da imbarcare.

Istruzioni per il trasporto del sistema SoundDock® Portable nel bagaglio a mano:

Installare la batteria nel sistema SoundDock®.

Inserire con cura il sistema nella borsa del SoundDock® Portable o nella borsa del proprio bagaglio a mano.

La nuova normativa impone inoltre che le batterie di riserva (quelle non installate nel dispositivo) non possano essere inserite nel bagaglio da imbarcare, ma debbano essere trasportate nel bagaglio a mano. È possibile trasportare l’eventuale batteria di riserva del SoundDock® Portable nel bagaglio a …

Mai sentito parlare di John Fante?

Mai sentito parlare di John Fante?

John Fante (1909 – 1983) scrittore e sceneggiatore americano di origini abruzzesi, un tempo sconosciuto al grande pubblico, è oggi oggetto di una tarda rivalutazione. I suoi romanzi e racconti, per qualche strana ragione, hanno sempre riscosso più successo in Europa che negli Stati Uniti.

Nel 1980 lo scrittore americano Charles Bukowski (autore di Storie di Ordinaria Follia) convinse il suo editore (John Martin della Black Sparrow Press) a ridare alle stampe i romanzi di John Fante contribuendo in modo determinante a creare quella potente eco, intorno alla figura di questo straordinario scrittore, che dura ancora oggi.

Bukowski scoprì Fante per caso; vagabondando nella biblioteca pubblica di Los Angeles (dove si rifugiava quando non aveva niente da bere o era in ritardo con il pagamento dell’affitto) tirò giù da uno scaffale un libro fra tanti e si ritrovò fra le mani, invece, una prosa così semplice e sincera da dargli l’impressione di aver scoperto l’oro nell’immondezzaio cittadino.

In Italia la prima edizione di un’opera di Fante (Ask the dust – Chiedi alla polvere) fu tradotta da Elio Vittorini con il titolo Il cammino nella polvere nel 1941 per la collana Medusa della Mondadori.

Negli anni ’80, sembra a causa dell’insuccesso commerciale di Apocalypse Now, fallì il progetto di Francis Ford Coppola di dirigere un film tratto da La confraternita del chianti.

Attualmente John Turturro e Peter Falk stanno lavorando a un film tratto dal racconto Il mio cane stupido pubblicato postumo nella raccolta A ovest di Roma; Robert Towne sta sceneggiando Chiedi alla polvere.

Fra i tanti estimatori dell’opera di Fante anche i musicisti Tom Waits, Sheryl Crow, Vinicio Capossella, Francesco De Gregori e Piero Pelù.

Fernanda Pivano sostiene che lo scarso favore incontrato negli Stati Uniti dall’opera di Fante sia da attribuire alla …

A Mendicino quattro profughi ricevono i sacramenti

Conferenza mondiale metodista Rio de Janeiro (Brasile)

Oltre 3.000 delegati da 71 chiese nazionali di tutto il mondo hanno partecipato, in Brasile a Rio de Janeiro, dal 7 al 15 agosto, alla diciottesima Conferenza mondiale metodista. La Conferenza – che ha avuto come tema conduttore «Spirito Santo, padre della vita» – è stata la prima tenuta nel continente latinoamericano nei 115 anni di vita del Consiglio metodista. (Nev)

* * * * * * * * * * Chiese Valdo Metodiste Partecipando al sinodo DANIELE BENINI

Critico il giudizio sul Giubileo della più antica comunità evangelica italiana Si sono svolti a Torre Pellice, secondo una tradizione centenaria, i lavori del Sinodo valdo-metodista. Ogni anno durante l ultima settimana di agosto, nella cittadina piemontese, si incontrano circa 180 delegati fra pastori e membri laici. Sono state affrontate varie problematiche attuali quali il Giubileo, l ecumenismo, il Consiglio nazionale delle chiese, le opere diaconali, la gestione dell otto per mille e la mobilità dei pastori. I vari interventi, pur manifestando talvolta opinioni contrastanti, sono comunque sempre stati caratterizzati dal profondo rispetto delle idee altrui e delle decisioni della maggioranza. Sul Giubileo il Sinodo ha deciso che le chiese valdesi e metodiste non prenderanno parte alle celebrazioni: «Siamo disposti a discutere insieme sulle comuni origini cristiane, ma non vogliamo cadere in facili trionfalismi. La tradizione delle indulgenze, di un potere che spetta solo a Dio arbitrariamente trasferito alla chiesa di Roma, ci è completamente estranea». La storia di oltre 7 secoli della Chiesa Valdese si traduce in una esperienza di gestione che deve sicuramente aiutarci a crescere. Due elementi possono essere per noi motivo di riflessione e analisi, per migliorare il nostro modo di gestire l opera: 1. I lavori del Sinodo sono diretti da un collegio di 5 persone che viene eletto …

Malati 1.300 Assistenti. Sirchia: Epidemia Politica

Assenti la metà dei dipendenti di turno. Il ministro: protesta immorale. La Commissione di garanzia: impossibile precettarli

ROMA – Per capire: quando è tutto normale non sono più di una quarantina gli assistenti di volo dell?Alitalia che sono malati contemporaneamente. Ieri erano malati in mille e trecento. Mille e cento soltanto quelli di turno, oltre il 50% dei duemila e trecento previsti. «Un?epidemia politica», dice, senza esitare, Girolamo Sirchia, ministro della Salute. E aggiunge: «La ritengo una protesta ben poco edificante, moralmente difficile da sostenere». Già, un?epidemia politica. Ma oltre che da sostenere moralmente, la protesta degli assistenti di volo è difficile da contrastare praticamente. Hostess e steward dell?Alitalia non li vogliono quei tagli annunciati dall?azienda. Non vogliono che sugli aerei vengano previsti tre assistenti di volo invece degli attuali quattro. Da qui la protesta combattuta a colpa di certificati medici. «E? un fenomeno anomalo. Non si ravvisano certo gli elementi per definirlo uno sciopero, dunque non abbiamo nessun potere di intervento», spiega Antonio Martone, presidente della Commissione di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali. Poi spiega: «E? un precedente molto pericoloso che deve far riflettere, soprattutto nel trasporto aereo. Basta che si ammalino cinquanta vigili del fuoco tra Linate e Malpensa per paralizzare il traffico aereo».

Non può intervenire la Commissione di garanzia sullo sciopero. Ma anche i medici allargano le braccia. Primo fra tutti Mario Falconi, segretario nazionale della Federazione dei medici di famiglia: «Cosa dobbiamo fare? Non possiamo non rilasciare i certificati quando qualcuno viene da noi e ci dice di non aver dormito bene o di aver sofferto di tachicardia per tutta la notte». Ma bastano anche i disturbi del ciclo mensile, gli attacchi di panico, la cefalee, il mal di stomaco, la depressione. Come si fa per controllarle?

L?Alitalia, per adesso, non ha ancora …

Madesimo – Palazzo Pestalozzi Salis

Palazzo Pestalozzi – Salis

Il Palazzo Pestalozzi-Salis è situato nella cittadina di Chiavenna. Si trova verso metà di via Dolzino ed è contiguo alle case su di un lato e fiancheggiante un vicoletto sull´ altro.

La costruzione è del XVI secolo e s´impone subito, se non per le dimensioni che con corretto criterio sono state mantenute uguali a quelle delle altre case, per il perfetto equilibrio della composizione e per la stesura delle superfici lisce sulle quali risaltano gli oggetti delle parti decorative.

La facciata principale è quella verso via Dolzino, il motivo centrale della composizione è formato dal grande portale in pietra e dal sovrastante balcone ornato dal ricco e lavorato parapetto in ferro battuto. Attorno, simmetricamente disposte, si distendono le altre aperture, al piano terra porte ornate da cornici curve e rette, al primo piano finestre con cornici a forte aggetto, sormontate da timpani alternamente spezzati e curvi. Al secondo piano si aprono finestre circondate da larghe cornici di piccolo spessore, maggiormente decorate rispetto a quelle del primo piano; questo particolare dimostra un successivo intervento nella parte superiore. Conclude la facciata un ampio cornicione a velette. La facciata verso il giardino (dove si notano una superba cancellata in ferro battuto e un´edicola del XVII secolo) ha un disegno aperto: al piano terra è disegnata una serliana e ai piani superiori due loggiati a triplice apertura, in asse con gli intervalli determinati dalla serliana. I loggiati hanno balconi continui, ornati da bellissimi ferri battuti. Questa parte dell´ edificio è certamente posteriore alla parte inferiore della facciata verso strada. Vanno ricordati i saloni con pavimenti lignei, i soffitti con cassettoni molto profondi dipinti sul fondo e le porte massicce ornate da disegni geometrici.

Qui dimorò e morì il letterato modenese Ludovico Castelvetro, che era scappato dalla sua città per sottrarsi …

I Diritti Conferiti Da Una Domanda Di Marchio Comunitario Secondo I Tribunali Italiani: Due Casi Destinati A Far Discutere

ITALIA: GIURISPRUDENZA

I diritti conferiti da una domanda di marchio comunitario secondo i tribunali italiani: due casi destinati a far discutere

Risale al luglio del 1997 la decisione del Tribunale di Modena di concedere una misura cautelare sulla base di una domanda non ancora pubblicata di marchio comunitario nel caso “Spice Girls”, destinato a fare storia. Un anno dopo, il 16 luglio 1998, il tribunale di Verona di fronte a un caso simile ha preso una decisione sorprendente, le cui ripercussioni sono ancora da valutare.

La lite era sorta fra il Raviolificio Bertarini (Bertarini), titolare di una domanda di marchio comunitario per un marchio raffigurante un raviolo, e il Pastificio Avesani (Avesani) che produceva e commercializzava, col nome “Nodini d’Amore”, dei ravioli di forma simile a quello rappresentato nella domanda di marchio comunitario depositata dalla Bertarini. La Bertarini si è rivolta al tribunale di Verona chiedendo una misura cautelare che proibisse alla Avesani la produzione e la vendita dei ravioli in questione.

Il Tribunale di Verona, concordando con l’interpretazione della normativa data nel caso Spice Girls dal Tribunale di Modena, ha riconosciuto che secondo il Regolamento sul marchio comunitario una domanda non ancora pubblicata può essere la base per una misura cautelare, ma ha aggiunto che questa possibilità teorica deve sempre essere confortata dall’esistenza degli aspetti legali che diano luogo a un diritto esclusivo: in altre parole, il Tribunale ha ritenuto di dover valutare prima di tutto se la domanda di marchio comunitario rispondesse ai requisiti per la registrazione. Il Tribunale ha ritenuto che il marchio depositato dalla Bertarini, non essendo nulla di più di una semplice rappresentazione del prodotto stesso, fosse privo di distintività, ed ha quindi negato la misura cautelare. Quattro mesi dopo questa decisione, l’Ufficio del marchio comunitario (UAMI) ha pubblicato il marchio comunitario della Bertarini.

Il …

Tragedia al Giro, muore Weylandt cade in discesa, si schianta su un muro

di Alda Vanzan

VENEZIA – Da una parte si toglie, dall’altra si aggiunge. A Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, funziona così. Oggi, mentre l’ufficio di presidenza prenderà atto della proposta di Clodovaldo Ruffato di abolire i vitalizi a partire dalla prossima legislatura, in un’altra sala si discuterà della nuova legge elettorale, con la prospettiva di aumentare il numero degli eletti.

Non più i 50 suggeriti dalla manovra anticrisi e recepiti nel nuovo statuto con il parametro di un consigliere ogni centomila abitanti, ma almeno 55, se non 56, in ogni caso meno degli attuali 60. Artifizi contabili resi possibili dall’applicazione del parametro uno ogni centomila non su base regionale, ma provinciale, in grado però di mettere (quasi) tutti d’accordo e di consentire – perché è questo l’obiettivo primario della maggioranza – di approvare il nuovo regolamento d’aula.

La seduta di ieri del consiglio regionale, del resto, è stata deprimente: i veneti avrebbero dovuto seguirla dalla stanzetta riservata al pubblico del Ferro Fini o attraverso la diretta Internet per rendersi conto di quanto distante dalla vita vera sia il palazzo della politica, una giornata impegnata dalla mattina alla sera per decidere praticamente il nulla, salvo infine sconvocare la seduta prevista per oggi per dare modo alle commissioni competenti di affrontare per l’ennesima volta la partita del nuovo regolamento e della nuova legge elettorale. Si dirà: ma non avevano già deciso? L’accordo non era di approvare regolamento e nuova legge elettorale prima della seconda lettura dello statuto, prevista per il 19 dicembre a palazzo Ducale? Esatto, l’accordo era quello, ma la stessa maggioranza, spaccandosi, ci aveva ripensato, così un pezzo di opposizione ne ha approfittato, tanto che tra Pietrangelo Pettenò (Sinistra) che aveva ricominciato l’ostruzionismo e il presidente della commissione Statuto Carlo Alberto Tesserin (Pdl) che l’accusava di …

chiese dedicate a S.Lucia: Racine Wisconsin

le chiese dedicate a S.Lucia negli U.S.A.: Racine (Wisconsin)

ultimo aggiornamento: martedì 22 gennaio 2002

La parrocchia di Racine nel Wisconsin esiste da più di 50 anni ma la chiesa ha solo 4 anni.

Racine, Wisconsin, USA: the local parish church is St. Lucy’s and is more than 50 years old; however, the church is only 4 years old.

Nella chiesa è collocato questo bel quadro commissionato da Robert Paliani.

Il quadro rappresenta la giovane Lucia ritta su una rupe che ricorda la leggenda della sua immobilità prima del martirio.

Lucia è circondata dalle fiamme perchè nel martirio cercarono di bruciarla.

Tiene in mano un piatto con i suoi occhi che furono però conservati da Dio.

La fune è quella che la lego durante il martirio.

La sua gola è ferita per simboleggiare come fu portata al martirio.

Il ramo di palme simbolizza il martirio.

La lampada che regge da il significato del suo nome infatti S.Lucia è patrona dei ciechi e della vista.

Mr.Robert Paliani recently commissioned an artist to do an oil painting of Santa Lucia. The painting is 3 feet by 5 feet in size.

This painting typifies a young Saint Lucy. She stands on a rock, which symbolizes the legend of her immovability.

She is surrounded by flames, symbolizing the attempt to burn her to death.

She holds a dish with her eyes that were put out, yet she has eyes that were restored by God.

The rope represents the rope that she was bound with when the Romans tried to arrest and take her away.

There is a wound on her throat, symbolizing how she was put to death.

The palm leaves symbolize the martyrdom she has earned.

The lamp she holds represents Saint Lucy. It is the meaning of her name.

She is the …

Bipop e Fineco: i nuovi cda

venerdì 01 aprile 2005, ore 16.22

Bipop e Fineco: i nuovi cda

Due conferme – l’imprenditore della moda Giovanni Burani e l’avvocato Corrado Spaggiari – e due nuovi ingressi: il presidente dell’Arni Girolamo Ielo, già membro del Consiglio generale della Fondazione Manodori, e il numero uno della Confartigianato Gianni Vezzani. Reggio esce indebolita dal rinnovo del consiglio di amministrazione di Bipop-Carire, approvato questa mattina a Brescia dall’assemblea dei soci.

L’esclusione di Luciano Pellegrini, segretario generale del Comune di Correggio, fa scendere da 5 a 4 il numero dei consiglieri reggiani. Non solo: nessuno di loro farà parte del comitato esecutivo. Sulla poltrona di vicepresidente che fu di Dario Caselli va a sedersi il direttore generale di Capitalia in persona, Carmine Lamanda, che affiancherà il presidente Franco Spinelli, confermato nell’incarico. Nelle nomine degli amministratori reggiani, pure decise da Capitalia, si avverte forte l’impronta di Antonella Spaggiari. Ielo e Vezzani, un anno fa, ebbero infatti un ruolo importante nelle vicende che portarono l’ex sindaco di Reggio alla presidenza della Manodori.

Giro di valzer anche ai vertici di Fineco. Nel nuovo consiglio di amministrazione, eletto oggi a Milano, entrano quattro reggiani. L’unica conferma è quella di Luca Ferrarini. All’imprenditore dei salumi si aggiunge la terna espressa dalla Fondazione: il presidente di Coopsette Donato Fontanesi, l’industriale Fulvio Montipò, amministratore delegato del gruppo Interpump, ed Enrico Zini, ex presidente provinciale della Cna, fino a poche settimane fa vicepresidente di Fineco Leasing.

Come anticipato ieri sera da Telereggio, escono di scena, invece, Luciano Fantuzzi, Giuseppe Lusignani e Giuliano Tagliavini, anche se quest’ultimo resta nel consiglio di amministrazione di Capitalia. Nel collegio sindacale di Fineco entra infine un altro reggiano, l’avvocato Pasquale Granato. Alla presidenza della società è stato confermato Francesco Carbonetti.

Gabriele Franzini…

Zaia: «Il Veneto mantiene il Sud come fa la Germania con la Grecia»

TTeatro:

– Non tutti i Ladri vengono per nuocere di D. Fo, regia di Riccardo Cavallo, Teatro Duse

– L anfora e Centocinquanta…. di A. Campanile, Regia R. Cavallo, Teatro Trianon.

– C era folla al castello di J. Tardieu, regia di R. Cavallo, Teatro Abaco.

– L osteria della Posta e L Avaro di C. Goldoni, regia Romeo De Baggis, Teatro Centrale.

– Erotismo in corso letture di testi di AA. VV. e monologhi, di e con Vito Rivello, Teatro Duse.

– Antologia poetica dannunziana regia di Aurelio Pierucci, nell ambito della manifestazione D Annunzio e la Toscana Castel di Poggio, Villa Demidoff (Fiesole).

– Patapunfete testo e regia di D. Fo, con Alfredo Colombaioni e Stefano Di Pietro (tournée estiva 94/95).

– Recital di poesie di G. Leopardi e A. Bevilacqua, di e con Federico Wardal.

– La mandragola di N. Machiavelli, regia di Silvio Giordani, (tournée autunno-inverno 94).-

Lautrec au bordel di Mario Moretti, regi di R. Cavallo, (Gen. – Mar. 95 incluso), Teatro dell Orologio.

– Turbamento di D. Bellezza di e con F. Wardal, Teatro Belli.

– Jamme jà con Lili De Cordòba e la Ventana dance di e con F. Wardal, Teatro Belli.

– La scuola delle mogli di Moliére, regia di Geppi Di Stasio, con Lando Buzzanca, nel ruolo di coprotagonista. Teatro delle Muse febbraio 96 e febbraio 97. Tournée 96- 97.

– Il gioco dell amore e della sorte di P. C. De Marivaux, regia di Lucio Chiavarelli – Nuovo Teatro S. Raffaele.

– L impresario teatrale di W. A. Mozart, regia di Stefano Mazzonis, con Arnoldo Foà. Teatro Ventidio Basso – Ascoli Piceno.

Cinema:…

Scuola d’arte transculturale

Arti plastiche – Scultura, Pittura: Francesco Russo (artista)

Stages: da 1 a 4 settimane – dal 15 Marzo al 15 Novembre

Insegnamenti d’arte individuali e di gruppo. (Creazione di opere in pittura: su tela e carta, olio, acrilico, acquerello; scultura: creta, legno e marmo statuario di Carrara.)

College: di 2 e 7 mesi dal 1° Aprile a fine Ottobre.

Art-Multimediale – Art-video-design: Elsa Milani (architetto)

Dal 16 al 21 Giugno: Brain-storming internazionale sul tema “Identità e alterità, breve storia del corpo umano nell’ultimo secolo”. N.T.I.

Musica – Musiche delle origini: Patricia Mayer

Dal 19 al 26 Maggio: costruzione di strumenti paleolitici in legno, canna e pietra e suoni

Polonska (musicista) Arpa Celtica antica: Elena

Dal 29 Giugno al 5 Luglio: musica del Medioevo sull’arpa Gotica, e tradizionale sull’arpa Celtica ( musica d’insieme).

Meeting creativo: Turkantam (Compositore, musicista)

Dal 25 al 27 Settembre: apprendimento di Mantra cantati di origine Sanscrita, e di strumentazione, dholah, armoniu

Danza – Corpo, danza, natura: Ginevra Sanguigno (ballerina)

Dall’ 11 al 18 Maggio: abbandonarsi al ritmo del mare interiore divenire anima. (specializzatasi in Giapponese all’Accademia di danza)

Danza sacra: Dagmar Hahn (terapeuta)

Dal 18 al 21 Maggio: danza olistica transreligiosa, come mezzo terapeutico e rieducativo, rivolto a tutti.

L’arte dell’apicoltura: Gianmario Mariani (Dott. in Filosofia)

Dal 27 al 31 Maggio: Storia, religione, mitologia, simbologia, e tecniche nei secoli, stage teorico pratico.

L’interpretazione dei sogni: Dinni Cesoni( psicoterapeuta), Elena Gigante

Dal 20 al 25 Luglio: Una porta verso l’autoconoscenza attraverso la simbologia dei sogni.

Danza medievale e rinascimentale: Ariane Quellier (ballerina)

Dal 10 al 16 Agosto: Danza olistica (classica, moderna, ballo russo, jazz), insegnante di danza classica a Créteil,

Danza sacra: Dagmar Hahn (terapeuta)

Dall’ 8 all’ 11 Ottobre: Danza olistica transreligiosa, come mezzo terapeutico e rieducativo, rivolto a tutti.…

Più nessun preoccupazione con l’azienda Moldedil.

News

Ciao, volevo raccontarvi la mia esperienza con la ditta Moldedil. Ho acquistato un immobile nella zona di Pavia est per recuperarlo e farlo diventare sede di uffici e negozi. Gli interni erano davvero messi male e ho interpellato l’azienda Moldedil per farmi fare una valutazione del rischio amianto.

Hanno così scoperto che l’edificio era stato isolato utilizzando l’eternit. Questo materiale contiene amianto in matrice compatta e è un grosso rischio per la salute, in quanto le fibre di amianto della superficie dell’eternit si staccano in seguito lavorazioni, danneggiamenti o logorio dovuto alle normali condizioni atmosferiche. Queste fibre si disperdono così nell’ambiente e possono venir inalate e causare seri danni all’apparato respiratorio e, nei casi peggiori, cancro ai polmoni.

L’azienda Moldedil offre interventi sicuri e professionali per lo smaltimento amianto Pavia. Grazie all’aggiornamento continuo dei loro addetti, l’azienda Moldedil è in grado di operare in questo delicato campo. La continua formazione serve per tenersi sempre aggiornati sulle tecniche d’intervento all’avanguardia e sull’introduzione nel mercato di nuove e specifiche attrezzature. Oltre a ciò devono tenersi aggiornati sulle legge che regolamentano questo settore, infatti le norme di legge sono sempre riviste e aggiornate per via del grosso rischio che l’amianto presenta per la salute pubblica.

Quest’azienda è affidabile perché rispetta tutte le legge, infatti gli addetti sono muniti di speciali tute certificate per lo smaltimento amianto Pavia. Tutti i materiali e le attrezzature impiegate sono garantite e certificate per lo scopo da raggiungere.

La ditta Moldedil fornisce un sopralluogo gratuito per valutare la situazione. Dopo verrà presentato un preventivo e vi assicuro che è ad un prezzo molto concorrenziale ed onesto. Inoltre su questo tipo di interventi non c’è da fidarsi se vi presentano un prezzo davvero stracciato: io volevo che fosse garantita la sicurezza nello smaltimento amianto Pavia. E così è …