Bipop e Fineco: i nuovi cda

Bipop e Fineco: i nuovi cda

venerdì 01 aprile 2005, ore 16.22

Bipop e Fineco: i nuovi cda

Due conferme – l’imprenditore della moda Giovanni Burani e l’avvocato Corrado Spaggiari – e due nuovi ingressi: il presidente dell’Arni Girolamo Ielo, già membro del Consiglio generale della Fondazione Manodori, e il numero uno della Confartigianato Gianni Vezzani. Reggio esce indebolita dal rinnovo del consiglio di amministrazione di Bipop-Carire, approvato questa mattina a Brescia dall’assemblea dei soci.

L’esclusione di Luciano Pellegrini, segretario generale del Comune di Correggio, fa scendere da 5 a 4 il numero dei consiglieri reggiani. Non solo: nessuno di loro farà parte del comitato esecutivo. Sulla poltrona di vicepresidente che fu di Dario Caselli va a sedersi il direttore generale di Capitalia in persona, Carmine Lamanda, che affiancherà il presidente Franco Spinelli, confermato nell’incarico. Nelle nomine degli amministratori reggiani, pure decise da Capitalia, si avverte forte l’impronta di Antonella Spaggiari. Ielo e Vezzani, un anno fa, ebbero infatti un ruolo importante nelle vicende che portarono l’ex sindaco di Reggio alla presidenza della Manodori.

Giro di valzer anche ai vertici di Fineco. Nel nuovo consiglio di amministrazione, eletto oggi a Milano, entrano quattro reggiani. L’unica conferma è quella di Luca Ferrarini. All’imprenditore dei salumi si aggiunge la terna espressa dalla Fondazione: il presidente di Coopsette Donato Fontanesi, l’industriale Fulvio Montipò, amministratore delegato del gruppo Interpump, ed Enrico Zini, ex presidente provinciale della Cna, fino a poche settimane fa vicepresidente di Fineco Leasing.

Come anticipato ieri sera da Telereggio, escono di scena, invece, Luciano Fantuzzi, Giuseppe Lusignani e Giuliano Tagliavini, anche se quest’ultimo resta nel consiglio di amministrazione di Capitalia. Nel collegio sindacale di Fineco entra infine un altro reggiano, l’avvocato Pasquale Granato. Alla presidenza della società è stato confermato Francesco Carbonetti.

Gabriele Franzini