I Diritti Conferiti Da Una Domanda Di Marchio Comunitario Secondo I Tribunali Italiani: Due Casi Destinati A Far Discutere

I Diritti Conferiti Da Una Domanda Di Marchio Comunitario Secondo I Tribunali Italiani: Due Casi Destinati A Far Discutere

ITALIA: GIURISPRUDENZA

I diritti conferiti da una domanda di marchio comunitario secondo i tribunali italiani: due casi destinati a far discutere

Risale al luglio del 1997 la decisione del Tribunale di Modena di concedere una misura cautelare sulla base di una domanda non ancora pubblicata di marchio comunitario nel caso “Spice Girls”, destinato a fare storia. Un anno dopo, il 16 luglio 1998, il tribunale di Verona di fronte a un caso simile ha preso una decisione sorprendente, le cui ripercussioni sono ancora da valutare.

La lite era sorta fra il Raviolificio Bertarini (Bertarini), titolare di una domanda di marchio comunitario per un marchio raffigurante un raviolo, e il Pastificio Avesani (Avesani) che produceva e commercializzava, col nome “Nodini d’Amore”, dei ravioli di forma simile a quello rappresentato nella domanda di marchio comunitario depositata dalla Bertarini. La Bertarini si è rivolta al tribunale di Verona chiedendo una misura cautelare che proibisse alla Avesani la produzione e la vendita dei ravioli in questione.

Il Tribunale di Verona, concordando con l’interpretazione della normativa data nel caso Spice Girls dal Tribunale di Modena, ha riconosciuto che secondo il Regolamento sul marchio comunitario una domanda non ancora pubblicata può essere la base per una misura cautelare, ma ha aggiunto che questa possibilità teorica deve sempre essere confortata dall’esistenza degli aspetti legali che diano luogo a un diritto esclusivo: in altre parole, il Tribunale ha ritenuto di dover valutare prima di tutto se la domanda di marchio comunitario rispondesse ai requisiti per la registrazione. Il Tribunale ha ritenuto che il marchio depositato dalla Bertarini, non essendo nulla di più di una semplice rappresentazione del prodotto stesso, fosse privo di distintività, ed ha quindi negato la misura cautelare. Quattro mesi dopo questa decisione, l’Ufficio del marchio comunitario (UAMI) ha pubblicato il marchio comunitario della Bertarini.

Il marchio registrato dalla Bertarini

Il caso è degno di nota per due aspetti contrastanti. Il primo è il fatto che rifiutando di concedere la misura cautelare dopo averne ammesso la teorica ammissibilità il tribunale di Verona ha creato un precedente importantissimo, che unito al caso Spice Girls conferma in maniera pressoché definitiva che in Italia le domande di marchio comunitario conferiscono al titolare uno strumento di difesa (come il diritto di richiedere una misura cautelare) anche se la domanda non è stata ancora pubblicata. Ciò naturalmente rafforza i diritti del marchio comunitario, aumentandone i vantaggi.

Il secondo aspetto è che la pubblicazione del marchio comunitario Bertarini da parte dell’UAMI dimostra che possono sorgere fra tribunali nazionali e l’UAMI conflitti tali da indebolire il carattere unitario e sovranazionale del marchio comunitario.

In realtà il meccanismo di tutela previsto nell’Art. 96 del Regolamento sul marchio comunitario (secondo il quale le domande di decadenza o nullità sono di competenza dell’UAMI) già in un caso come questo rivela una contraddizione non da poco: se ora la Bertarini, forte dell’avvenuta pubblicazione e registrazione del proprio marchio, intentasse una seconda azione contro la Avesani, e la Avesani presentasse una domanda di invalidità, ci sembra che difficilmente il Tribunale, dopo aver precedentemente statuito che tale marchio è privo di distintività, potrebbe “invitare il convenuto a presentare una domanda di decadenza o di nullità dinanzi all’Ufficio” conformemente all’Art. 96.7 del Regolamento.