Mai sentito parlare di John Fante?

Mai sentito parlare di John Fante?

Mai sentito parlare di John Fante?

John Fante (1909 – 1983) scrittore e sceneggiatore americano di origini abruzzesi, un tempo sconosciuto al grande pubblico, è oggi oggetto di una tarda rivalutazione. I suoi romanzi e racconti, per qualche strana ragione, hanno sempre riscosso più successo in Europa che negli Stati Uniti.

Nel 1980 lo scrittore americano Charles Bukowski (autore di Storie di Ordinaria Follia) convinse il suo editore (John Martin della Black Sparrow Press) a ridare alle stampe i romanzi di John Fante contribuendo in modo determinante a creare quella potente eco, intorno alla figura di questo straordinario scrittore, che dura ancora oggi.

Bukowski scoprì Fante per caso; vagabondando nella biblioteca pubblica di Los Angeles (dove si rifugiava quando non aveva niente da bere o era in ritardo con il pagamento dell’affitto) tirò giù da uno scaffale un libro fra tanti e si ritrovò fra le mani, invece, una prosa così semplice e sincera da dargli l’impressione di aver scoperto l’oro nell’immondezzaio cittadino.

In Italia la prima edizione di un’opera di Fante (Ask the dust – Chiedi alla polvere) fu tradotta da Elio Vittorini con il titolo Il cammino nella polvere nel 1941 per la collana Medusa della Mondadori.

Negli anni ’80, sembra a causa dell’insuccesso commerciale di Apocalypse Now, fallì il progetto di Francis Ford Coppola di dirigere un film tratto da La confraternita del chianti.

Attualmente John Turturro e Peter Falk stanno lavorando a un film tratto dal racconto Il mio cane stupido pubblicato postumo nella raccolta A ovest di Roma; Robert Towne sta sceneggiando Chiedi alla polvere.

Fra i tanti estimatori dell’opera di Fante anche i musicisti Tom Waits, Sheryl Crow, Vinicio Capossella, Francesco De Gregori e Piero Pelù.

Fernanda Pivano sostiene che lo scarso favore incontrato negli Stati Uniti dall’opera di Fante sia da attribuire alla xenofobia dei critici per i quali lo scrittore italo-americano (a differenza, per esempio, del contemporaneo Mario Puzo, autore de Il Padrino) era colpevole di non rinnegare le proprie origini e di ignorare, nella sua produzione, il fenomeno della mafia.

Simone Caltabellotta nel suo saggio contenuto nel libro John Fante: scrittore e sceneggiatore (Ediars, 1998) sostiene che la scarsa fortuna di critica e commericale di Fante è dovuta al fatto che […] è fuori dal tempo, uno scrittore che non invecchia mai e non depersice, anzi quanto più trascorrono gli anni risulta straordinariamente moderno. Forse è anche per questo che solo recentemente ha iniziato ad essere apprezzato come dovuto.

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