Notizie Dei Mesi Passati

Notizie Dei Mesi Passati

> sicuri e di qualit·, legati al territorio, alle sue tradizioni e alla sua

> cultura. Una giornata che ha visto la partecipazione di decine di migliaia

> di cittadini e che ha contribuito a far conoscere le tecniche produttive,

> le pratiche agronomiche ecocompatibili e la loro praticabilit·. E che ¿

> stata sicuramente una buona occasione per gustare frutta, ortaggi, olio,

> vino, formaggi ed altre bont· ancora.

UNA MAPPA CHE FA GOLA. LEGAMBIENTE PRESENTA L’ATLANTE DEI SAPORI

Ci sono l’anguilla di Lesina e la melanzana di Rotonda, la mortadellina di Campotosto e il lardo di Colonnata, la cacioricotta di capra del Cilento e lo sciacchetr· delle Cinque Terre, il fromadzo valdostano e la soppressata calabra di decollatura. E poi ancora la scamorza di pecora, il lardo di Colonnata e la lenticchia di Castelluccio e via mangiando, degustando, assaporando. E’ insomma una mappa che fa gola a tutti: l’Atlantedei prodotti tipici e tradizionali dei parchi nazionali e regionali. Una vera e propria summa dei sapori e delle tradizioni made in Italy, realizzata da tre “autori” particolarmente esperti: il Ministero dell’Ambiente, Slow Food e Legambiente che, in collaborazione con Federparchi, daranno inoltre vita, questo prevede il progetto, anche ad un sito web e a un archivio costantemente aggiornato. L’Atlante dei prodotti tipici delle aree protette ¿ stato ufficialmente presentato oggi a Torino, all’interno del Salone del Gusto, nel corso di un incontro che ha visto la partecipazione di Willer Bordon, Ministro dell’Ambiente, Enzo Valbonesi, presidente della Federazione italiana dei parchi e delle riserve naturali, Ermete Realacci, presidente nazionale di Legambiente, Carlo Petrini, presidente Slow Food. 99 sono i piccoli custodi locali che compaiono finora nell’elenco di questa enciclopedia del palato, delle attivit· agroalimentari caratteristiche, della tradizione culinaria che si intreccia con il paesaggio e la cultura italiana. Mentre – sempre durante l’incontro di Torino – ¿ stato presentato un “assaggio” delle pagine dell’Atlante del Ministero dell’Ambiente, di Slow Food, di Legambiente e di Federparchi: per ogni prodotto c’¿ una nota biografica con i tratti salienti della sua storia, l’individuazione dell’area geografica di provenienza, una selezione delle aziende a cui rivolgersi per l’acquisto e, naturalmente, una approfondita descrizione che analizza anche le tecniche di lavorazione. Illustrando le caratteristiche di questa vera e propria mappa delle produzioni agricole e agroalimentari dei nostri parchi nazionali e regionali, Legambiente e Slow Food hanno sottolineato come questo straordinario patrimonio di tipicit· e tradizione sia frutto delle conoscenze, dei saperi e delle professioni prodotte dalla millenaria presenza dell’uomo. Mantenere vive queste produzioni significa dunque conservare gran parte del patrimonio di diversit· naturale e culturale del nostro Paese. “Tra le principali ricchezze del Belpaese – ha sottolineato Ermete Realacci, presidente nazionale di Legambiente – vi ¿ proprio l’intreccio di natura e cultura, antiche tradizioni ed equilibrio ambientale e territoriale presenti in tante produzioni tipiche: questo modello di agricoltura va valorizzato e difeso con forza contro i rischi di una crescente omologazione delle produzioni, contro la pressione degli alimenti geneticamente modificati che penalizzerebbero le identit· territoriali, il “piacere” dei consumatori ma anche il futuro economico di chi in questa agricoltura crede e di questa agricoltura vive. Si spiega cosú l’impegno comune di Legambiente e Slow Food nella realizzazione, insieme con il Ministero dell’Ambiente e con la collaborazione delle Federazione italiana dei Parchi e delle riserve naturali, di questa fondamentale opera del gusto italiano: un modo per valorizzare ancora di pi˜ il nostro patrimonio di saperi e di sapori e le grandi opportunit·, anche economiche, delle aree protette”. Pi˜ che esplicito, infatti, ¿ l’invito dell’Atlante a puntare alla qualit·, a salvaguardare e valorizzare una ricchezza di sapori e di tradizioni unica, a educare il consumatore affinchª sappia riconoscere e apprezzare i prodotti agroalimentari tradizionali. E l’Atlante servir· proprio a guidarlo tra cereali e granelle, tra erbe aromatiche e officinali, tra frutta, legumi e ortaggi oppure tra conserve, formaggi e miele. E tutti i prodotti dovranno rispondere a questa caratteristica: essere specie, variet·, ecotipi vegetali o popolazioni animali autoctoni o bene acclimatati in un territorio specifico. Mentre per i prodotti trasformati necessaria ¿ la pratica tradizionale locale ed il legame ambientale, socio-economico e storico al territorio specifico. Assaggiando i parchi L’atlante della tipicit· agroalimentare ¿ realizzato sul campo mediante visite ai parchi, interviste ai produttori e panel-test di assaggio. Il lavoro ¿ iniziato nel maggio di quest’anno e fino a oggi sono stati “esplorati” 6 parchi, realizzate 96 schede/interviste, eseguiti oltre 400 assaggi, stilata una prima lista di 99 prodotti che entrano a pieno titolo nella mappa del gusto. Le caratteristiche di complessit· e vastit· del patrimonio agroalimentare italiano lo rendono difficile da “mappare”, perchª si rischia di non cogliere tutte le realt· che lo compongono. Da qui la necessit· di partire da un territorio che fosse contemporaneamente ben delimitato ma insieme rappresentativo di tutto il Paese. I parchi possiedono tutte queste caratteristiche. Il sistema italiano delle aree protette infatti raggruppa oggi pi˜ di 500 realt·, con i parchi nazionali e regionali a rappresentare i capofila di questo sistema, e occupa quasi due milioni di ettari: all’incirca il 10% di tutto il territorio nazionale. Ma soprattutto i parchi sono distribuiti lungo tutta la penisola e offrono perciŽ uno spaccato dell’intera realt· italiana: una sorta di paese nel paese. Inoltre i parchi non sono solo luoghi di tutela di specie e variet· animali e vegetali, ma sono anche realt· dove l’uomo abita e svolge le proprie attivit· produttive in un intreccio di natura e cultura, tradizioni ed equilibrio ambientale tanto delicato quanto unico e variegato. E l’Atlante puŽ essere anche un utile volano per valorizzare tutte quelle aree interne di collina e di montagna, quegli ecosistemi e quei paesaggi rurali ricchi di potenzialit·, anche economiche, spesso inespresse o trascurate. Proprio il Salone del Gusto ¿ l’occasione migliore non solo per conoscere i primi risultati dell’Atlante, ma anche assaggiarli e gettare uno sguardo sul mondo dei parchi italiani. Il Servizio conservazione della natura del Ministero dell’Ambiente ha infatti allestito uno spazio in cui ¿ possibile conoscere alcuni dei parchi nazionali e regionali del nostro Paese, degustare i prodotti tipici, soddisfare curiosit· sul rapporto tra aree protette e tradizione agroalimentare di qualit·.

Pecoraro Scanio: diremo no al vino transgenico

Il transgenico non passera’ nelle cantine italiane, a dispetto della direttiva

dell’Unione Europea. Ad assicurarlo e’ il ministro per le politiche agricole, Alfonso

Pecoraro Scanio, intervistato dal Tempo. ”Non credo che il transgenico possa

attecchire da noi – dice il ministro – gli stessi agricoltori non consentirebbero mai

all’azienda vicina di dotarsi di impianti e colture sospette”. E indica la strada da

seguire per combattere la battaglia contro la manipolazione genetica in agricoltura:

”serve una lobby della qualita’ in grado di contrastare le lobby delle

multinazionali in ambito UE”. Contro i tentativi di ‘pirateria’ e falsificazione dei

prodotti tipici italiani Pecoraro Scanio sollecita una presa di posizione del WTO. Il

ministro invoca ” norme di tutela mondiale”, ma aggiunge che, paradossalmente

l’imitazione ha un ritorno positivo: ”l’italian food oggi e’ noto ovunque”

Biotech: dopo il si’ del P.E. alla direttiva “vite” non tutto ¿ perduto

Il Parlamento europeo ha approvato a maggioranza una proposta di direttiva sulla

commercializzazione dei materiali di moltiplicazione vegetativa della vite. Il Gruppo

dei Verdi al Parlamento europeo era riuscito, sostenuto da socialisti e liberali, a

togliere dall’ordine del giorno per ben due volte, in settembre e all’inizio di

ottobre, il voto sulla direttiva. L’europarlamentare Verde Monica Frassoni ha

commentato: “Le ragioni alla base della forte opposizione dei Verdi al provvedimento

sono sia di carattere tecnico che politico. Sul piano tecnico non ¿ ragionevole

regolamentare la commercializzazione di OGM nel settore specifico della vite quando ¿

ancora in discussione la revisione della direttiva “madre” sugli OGM. Sul piano

politico, invece, anche se non vi sono conseguenze reali ed immediate per il settore

vinicolo, l’approvazione di questa relazione che accetta de facto – pur se in modo

strettamente regolamentato – la possibilit· di viti geneticamente modificate, ha

dato il segnale – sbagliato – che il Parlamento europeo ¿ moderatamente aperto alle

OGM nelle viti (e magari anche nel vino)”. Monica Frassoni conclude: “Comunque nulla

¿ perduto; trattandosi di una consultazione del Parlamento europeo sulla quale era

richiesto solo un parere, la proposta di direttiva dovr· ora passare il vaglio del

Consiglio dei ministri dell’Unione europea, e sono sicura che in tutti quei paesi in

cui vi ¿ un forte interesse a tutelare i vini tradizionali e di qualit·, l’opinione

pubblica non mancher· di far sentire la propria voce. Inoltre, la battaglia continua

sulla direttiva generale sugli OGM che ª in discussione in queste settimane fra il

PE ed il Consiglio dei Ministri”.

Biotech. Verdi, lotta al franken-wine a colpi di brindisi doc

Al vino vero, naturale e buono. Alzano i calici e brindano i parlamentari del sole

che ride. E sorseggiando di gusto, giurano battaglia al vino transgenico. “Adesso mi

devono proprio dire a cosa serve la manipolazione genetica del vino”, a chiederselo

e’ il portavoce dei Verdi Grazia Francescato, anche lei presente alla

manifestazione-brindisi organizzata ieri pomeriggio davanti Montecitorio. “Certo non

a debellare la fame o per fini curativi”, continua Francescato. Secondo i

parlamentari dei Verdi, una sola la spiegazione: avere il controllo economico anche

per la viticoltura, brevetti su brevetti si finira’ per condizionare l’intero

mercato. Insomma il voto di ieri del Parlamento europeo che da’ il via libero al vino

di Frankenstein rappresenta un “insulto alla natura, alla salute, all’agricoltura di

qualita’ e alla cultura enologica”, commenta il capogruppo dei Verdi alla camera

Mauro Paissan, tra un brindisi e l’altro. E rincalza “l’Italia ha vissuto anni fa lo

scandalo e la tragedia del vino al Metanolo, l’Europa non puo’ seguire quell’esempio

con il vino transgenico”. E’, poi, il deputato Paolo Cento ha ricordare che la

decisione europea colpira’ direttamente l’economia del nostro paese “e saranno

tantissimi i posti di lavoro in pericolo”. Insomma il sole che ride si battera’,

confermando la storica linea di opposizione agli OGM, perche’ la decisione presa in

prima lettura dalla UE sia impugnata in tutte le sedi opportune. “Si ripartira’-

promette Grazia Francescato- dal consiglio dei ministri”. Il nostro Governo “e’

chiamato ad opporsi- dichiara Paissan- in ogni sede a simile deriva, che tende a

cancellare i prodotti tipici e di qualita’ della nostra produzione, peggiorando cosi’

la nostra alimentazione”.