Toni Servillo alla prova Goldoni

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23:50 – sabato 15 dicembre 2007

Toni Servillo nella Trilogia della villeggiatura di Goldoni

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Toni Servillo alla prova Goldoni

L’appuntamento-clou della settimana è senza dubbio al Teatro Grassi di Milano, dove da mercoledì 7 si rappresenta il nuovo, attesissimo spettacolo di Toni Servillo, che grazie anche ai suoi exploit cinematografici è forse l’attore italiano più apprezzato del momento: dopo Il trionfo dell’amoredi Marivaux, dopo il grande successo di Sabato, domenica e lunedì di Eduardo, Servillo si confronta questa volta con Goldoni, affrontandone un titolo per vari aspetti emblematico come la Trilogia della villeggiatura.

Lo spettacolo, co-prodotto dal Piccolo di Milano e dai Teatri Uniti di Napoli, riporta dunque sul palcoscenico di via Rovello il testo che nel ’54 segnò uno dei vertici nell’approccio di Strehler alle opere goldoniane: nell’intarsio di queste tre commedie riunite in un unico affresco epocale, il ritratto di una società che nel mito della vacanza brucia denari, sentimenti, speranze, l’attore-regista coglie un mondo assai simile al nostro. Fra gli interpreti, oltre allo stesso Servillo, Tommaso Ragno, Andrea Renzi, Paolo Graziosi.

Sempre a Milano, fino a sabato 10, il Teatro i ospita il gruppo inglese Enforced Entertainment con una paradossale riflessione sul peso dei sentimenti,Exquisite pain, presentata nell’estate 2006 a Santarcangelo e poi mai più ripresa sulle scene italiane: sul filo di un singolare testo dell’artista francese Sophie Calle, un’attrice racconta in cento modi diversi la fine di un amore, mentre le sue parole via via perdono senso intrecciandosi con quelle di un attore che evoca scenari di autentiche tragedie quotidiane.

A Roma, al Teatro Valle, Carlo Cecchi replica fino a domenica 18 il suo folgorante “dittico” sui fasti e le miserie del teatro. È irresistibile Sik Sik l’artefice magico, l’atto unico di Eduardo su un povero illusionista i cui giochi vengono rovinati da un litigio fra i “compari”, ma sono ancor più esilaranti le tre scenette di Thomas Bernhard sul suo regista prediletto, Claus Peymann, che assume la direzione del Burgtheater di Vienna: un modo sorprendentemente comico di accostarsi al mondo di solito cupo dell’autore austriaco.

Mercoledì 14, nell’ambito del festival dei Teatri d’Europa in corso a Torino, le Limone Fonderie Teatrali di Moncalieri accolgono una proposta interessante da molti punti di vista, Vestire gli ignudi di Pirandello con la regia di Stéphane Braunschweig: un regista fra i più vivaci del panorama internazionale – da tempo assente dall’Italia – si misura nell’occasione con un testo insolito, che già ispirò trent’anni fa a Massimo Castri una celebre rilettura del teatro pirandelliano in chiave proto-femminista.

di renato palazzi