Tragedia al Giro, muore Weylandt cade in discesa, si schianta su un muro

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di Alda Vanzan

VENEZIA – Da una parte si toglie, dall’altra si aggiunge. A Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, funziona così. Oggi, mentre l’ufficio di presidenza prenderà atto della proposta di Clodovaldo Ruffato di abolire i vitalizi a partire dalla prossima legislatura, in un’altra sala si discuterà della nuova legge elettorale, con la prospettiva di aumentare il numero degli eletti.

Non più i 50 suggeriti dalla manovra anticrisi e recepiti nel nuovo statuto con il parametro di un consigliere ogni centomila abitanti, ma almeno 55, se non 56, in ogni caso meno degli attuali 60. Artifizi contabili resi possibili dall’applicazione del parametro uno ogni centomila non su base regionale, ma provinciale, in grado però di mettere (quasi) tutti d’accordo e di consentire – perché è questo l’obiettivo primario della maggioranza – di approvare il nuovo regolamento d’aula.

La seduta di ieri del consiglio regionale, del resto, è stata deprimente: i veneti avrebbero dovuto seguirla dalla stanzetta riservata al pubblico del Ferro Fini o attraverso la diretta Internet per rendersi conto di quanto distante dalla vita vera sia il palazzo della politica, una giornata impegnata dalla mattina alla sera per decidere praticamente il nulla, salvo infine sconvocare la seduta prevista per oggi per dare modo alle commissioni competenti di affrontare per l’ennesima volta la partita del nuovo regolamento e della nuova legge elettorale. Si dirà: ma non avevano già deciso? L’accordo non era di approvare regolamento e nuova legge elettorale prima della seconda lettura dello statuto, prevista per il 19 dicembre a palazzo Ducale? Esatto, l’accordo era quello, ma la stessa maggioranza, spaccandosi, ci aveva ripensato, così un pezzo di opposizione ne ha approfittato, tanto che tra Pietrangelo Pettenò (Sinistra) che aveva ricominciato l’ostruzionismo e il presidente della commissione Statuto Carlo Alberto Tesserin (Pdl) che l’accusava di essere «il padrone dell’aula», lo scontro è stato violento.

La mediazione è consistita nello sconvocare il consiglio di oggi per ritrovarsi in commissione: sul nuovo regolamento Pettenò chiederà di rivedere il contingentamento dei tempi di discussione, mentre sulla nuova legge elettorale è tornato in ballo il numero dei consiglieri regionali. Ricordate il tormentone? Ad agosto la commissione aveva detto 60 eletti (come adesso), dal governo era arrivato il “suggerimento” di 50 pena l’esclusione dai sistemi premiali, il presidente Luca Zaia aveva rilanciato con il dimezzamento a 30, alla fine lo statuto era passato con la mediazione: un eletto ogni 100mila abitanti e comunque non più di 60 eletti. Oggi, con i residenti attuali, sarebbero non più di 50 consiglieri, dunque nel rispetto della norma nazionale. Solo che quella norma è stata impugnata davanti alla Corte Costituzionale dalle Regioni (Veneto compreso) e i rumors dicono che il governo potrebbe perdere. Così, i vecchi paladini della “rappresentanza democratica” – la Sinistra di Pettenò, l’Unione Nordest di Foggiato, la stessa Udc – hanno fatto intendere che il parametro 1 a 100mila potrebbe essere applicato su base non regionale, ma provinciale che, con gli arrotondamenti, porterebbe a un’assemblea di 55 se non 56 eletti.

«Altro che 50 più il presidente – tuona Diego Bottacin del gruppo misto “Verso Nord” – Sarebbe una vergogna, faremmo la figura dei furbetti. Noi non ci stiamo». Occhio: c’è anche la possibilità che oggi non si decida niente e si rinvii tutto (seconda lettura dello statuto, regolamento, legge elettorale) a gennaio. Grande produttività.

Intanto, dopo aver emanato una circolare sul calcolo dell’indennità, l’ufficio di presidenza del consiglio regionale oggi affronterà la questione delle pensioni. Il palazzo della politica veneta mette a bilancio 9.400.000 euro per il pagamento dei vitalizi ai 130 ex consiglieri regionali, a fronte di un versamento di 1.150.000 euro da parte di quelli in carica. «Avevamo detto che entro l’anno avremmo affrontato la questione – dice il presidente Clodovaldo Ruffato (Pdl) – e intendo farlo. Non so se faremo sintesi delle due proposte di legge già presentate da Pdl/Lega e Pd o se presenteremo un testo nuovo, ma la volontà è di abolire i vitalizi dalla prossima legislatura».

Giovedì 01 Dicembre 2011 – 14:33 Ultimo aggiornamento: Venerdì 02 Dicembre – 15:08

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