TRASPORTI PIU’ CARI IN LOMBARDIA

TRASPORTI PIU’ CARI IN LOMBARDIA

Con il nuovo anno arrivano i preannunciati aumenti sul costo dei trasporti urbani ed extraurbani

MILANO – In Lombardia è confermato per l’anno prossimo l’arrivo di aumenti per i treni regionali, i tram, le metropolitane, gli autobus e i pullman extracittadini. Dovrebbero migliorare i servizi e la liberalizzazione del settore fa prevedere alla Regione vantaggi per gli utenti.

Lo stabilisce la legge di riforma del trasporto pubblico, licenziata dalla Commissione del Consiglio regionale e che ora attende il via libero dell’aula entro la fine dell’anno.

Sul mantenimento delle tariffe gratuite per alcune categorie disagiate, questione che nelle scorse settimane sollevò polemiche, la soluzione proposta dalla Commissione è una mediazione: potranno viaggiare ancora gratuitamente i Cavalieri di Vittorio Veneto, gli invalidi di guerra, di servizio e le vittime del terrorismo, gli ex deportati invalidi e le forze dell’ordine. I pensionati al minimo e altri invalidi passeranno invece a un “regime di agevolazione”.

Secondo il progetto regionale, dal 2002 l’aumento medio del trasporto su gomma sarà del 6,7%, quello per i mezzi su rotaia del 9,8%. “È un adeguamento studiato per recuperare l’inflazione – ha spiegato in una conferenza stampa il relatore del provvedimento, Giovanni Bordoni (Forza Italia) -, anche perché l’ultimo ritocco risaliva al ’98: comunque tutto il progetto vuole colmare le attuali lacune e vuole fornire ai cittadini servizi sempre migliori e modulati per le loro esigenze”. Uno dei primi obiettivi è quello di giungere “all’automazione e all’unificazione del sistema tariffario”, cioè all’introduzione di un biglietto unico per tutti i trasporti lombardi. Rinviata invece l’istituzione di un’autorità garante per il pubblico.

Il progetto di legge regionale tocca anche il comparto taxi: niente nuove licenze e separazione netta tra i 5.350 taxisti e i 5.290 mezzi di autonoleggio con autista. Vengono però “integrati i sedimi aeroportuali”: cioè chi lavora sull’asse di Malpensa e di Linate, potrà venire a Milano, novità non gradita dai taxisti meneghini.

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